Un mazzolino di mimosa e rose 

Come per ogni cosa che faccio, l’ispirazione è il motore che mi dà la forza di osare e quando ho visto questo disegno mi sono detta: mimosa… perché no?

Se poi si aggiungono anche due splendide rose, il tutto contornato da una borsetta a mezzo punto con finizione a piede, ancora meglio!

🙂

Questa è la prima volta che affronto il “quattro paia”; pensavo fosse noioso e invece l’ho trovato molto raffinato proprio per la sua finezza.

 

A breve, come al solito, vedrete le foto del lavoro finito.

 

La prima rosa canturina

Non vi nascondo che era da tempo che volevo cimentarmi con la rosa Canturina, ma mi mancava il coraggio. Alla fine mi sono decisa, ed eccola in tutto il suo splendore.

🙂

A me piace tanto!

Mi affascinano in modo particolare i petali e la separazione tra gli stessi. Mi sono un po’ documentata in giro e ho visto che alcune scuole prevedono l’uso di uno o due giri di mezzo punto per dividere i petali; a me piace invece usare il metodo del Giardino dei punti che prevede la creazione di una nervatura visibile solo sul dritto del lavoro.

Mi piace l’idea di dare profondità e, perché no, un effetto 3D al lavoro.

 

Presto vedrete le foto finali…

🙂

 

 

Diamo un padre al cucciolo…

Dopo aver finito questo piccolo centro a punto Venezia (il risultato mi è piaciuto molto), ho deciso di eseguire la versione grande proposta da “Mani di Fata”.

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Sicuramente più impegnativa, ma io non ho fretta! 🙂

Questi lavori per me rappresentano un modo per apprendere al meglio la tecnica e migliorarla. Sto cercando di porre la massima attenzione al risultato e di conseguenza sto andando con molta calma, requisito fondamentale per eseguire questo tipo di pizzo.

In modo particolare mi sto concentrando sul ramo: non devono esserci buchi!

Questa volta non sto usando il doppio punto e mezzo per la parte esterna del ramo, ma il semplice doppio punto che a mio parere rende meglio il risultato.

Posso assicurarvi che per quanto complesso, questo tipo di lavorazione mi piace da matti e mi da tante soddisfazioni anche se, come è logico pensare, di strada devo farne ancora tanta 🙂

Sto ponendo anche moltissima attenzione allo spazio tra gli spilli e per questo seguo attentamente i puntini segnati sul disegno che, posso assicurare, rendono il tutto molto più semplice. Quest’ultimo punto può sembrare banale, ma credetemi non è così: non tutti i disegni che ho avuto presentavano una punteggiatura regolare e alla fine ho smesso di seguirla per dare ascolto al mio istinto circa la posizione migliore dove mettere lo spillo. Nel caso dei decalcabili di “Mani di Fata” devo dire che tutto è disegnato veramente bene.

Vi inizio a postare le prime foto, anche se non vedo l’ora di vederlo finito e ormai manca poco. 🙂

Per la realizzazione ho usato il filato Finca n° 40.

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Venezia e ancora Venezia

Ecco un bel decalcabile preso dalla rivista pizzo di Cantù di mani di fata n° 5.

http://www.manidifata.it/decalcabile-pizzo-di-cantu-5-c8pzc5-html.html

Io di norma preferisco stamparlo su cartoncino perchè quando ho provato ad usare il trasferibile con il ferro il disegno non era rimasto ben visibile e facevo fatica a lavorarci. Inoltre in questo modo il decalcabile stesso non si rovina e posso usarlo tutte le volte che voglio anche qualora il cartoncino dovesse rovinarsi durante il lavoro.

 

presto vedrete il lavoro finito 🙂

 

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Azzurro come le onde del mare

Quando ho visto questo disegno in rete su Pinterest mi sono venute in mente le onde delicate del mare che accarezzano dolcemente l’acqua con la loro spuma e senza pensarci troppo ho preso il mio cordonetto special DMC in azzurro sfumato acquistato dopo aver visto il bellissimo risultato ottenuto nel video del cavalluccio marino di Raoli.

🙂

Ecco il link nel caso vogliate seguirlo, è fatto davvero molto bene:

https://www.facebook.com/Raoli-364691320373811/videos

Sto continuando ad allenarmi con il venezia anche se i risultati desiderati sono ancora lontani; ma non demordo. Perfezionista come sono per natura, probabilmente non sarò mai contenta dei risultati ottenuti, quindi per adesso cerco di non essere troppo critica con me stessa e vado avanti a denti stretti.

Nello stesso disegno troverete anche la classica rosa Canturina, che spero di realizzare prossimamente come mio altro buon proposito di queste ferie “fusellifere”.

 

Posteriziamoci

Da informatico mi piace il fai da te e per questo dopo numerose ricerche ho trovato un programmino completamente gratuito che permette di ingrandire e stampare i disegni trovati in rete.

Si chiama Posteriza, qui il link per effettuare il download:

http://www.posteriza.com/es/index.php?option=content&task=view&id=5&lang=en_us

Allego qualche schermata che mostra come funziona ma credetemi è molto facile da utilizzare, per cui credo non avrete problemi.

Vale la pena notare che è possibile stampare su più pagine, questo consente di ottenere disegni molto grandi. Basterà poi unirli, magari plastificarli e infine spillarli sul tombolo.

🙂

Non ho scritto questo articolo per promuovere l’uso delle copie “fatte a mano”. Sono convinta che una copia non possa sostituire un buon disegno professionale stampato a questo scopo. Ma è anche vero che a volte i prezzi delle stampe professionali sono alti e chi inizia e ha bisogno di esercitarsi tanto può trovare molto utile una soluzione come quella appena descritta; sicuramente un buon compromesso che non ci farà sentire troppo in colpa se il disegno si rovinasse durante il lavoro.

Mi raccomando però di non usare dei semplici fogli per stampante, perché durante il lavoro tendono a spostarsi rendendo la lavorazione impossibile. Usate invece cartoncini colorati e coprite sempre il disegno con carta trasparente adesiva o semplicemente con la carta forno. Eviterete in questo modo che l’inchiostro (non indelebile) della stampante rovini il merletto.